Contanima project – please vote

Five Core studio is taking part to Contanima international contest. Please register to the website and rate our project, it will only take 1 minute of your time!

GO TO THE WEBSITE AND RATE OUR PROJECT

Poster #1

Poster #2

Weather file Bologna WEA

Di default in ecotect non è presente il weather file di Bologna, ma è possibile scaricare un file EPW dal sito apps1.eere.energy.gov e convertirlo da Ecotect.

Ecco qui il file già convertito: Italy-Bologna-Borgo.Panigale.wea.

Altrimenti è sufficente aprire Ecotect > Tools… > Convert Weather Data… > Open & Save file.

Rizoma Installation – Submit your project

  • Check your project file is at its latest version
  • Make sure the Installation you made in Rhino is correctly located inside the Rizoma Studio and correctly scaled
  • Bake it and export to .3ds file format (low polygons)
  • REMOVE all unnecessary stuff (the rizoma studio, lines, attractors, artifacts…) and leave just the Installation itself
  • Optionally archive it to reduce filesize (.rar, .zip, .7z…)
  • Rename the file to “groupname_projectname”
  • Fill in the following form, making sure no “required” filed is left blank
  • Double chek everythig
  • Click ‘Upload and Submit!’ and please wait until the progress bar gets complete
  • If you encounter any problem during the process pleas email us at: info[at]fivecore.it
  • Installazione Rizoma – Invia il tuo progetto

    Si prega di leggere le seguenti indicazioni prima di inviare il form:

    1. Controllate che il file sia all’ultima versione (progetto definitivo)
    2. Assicuratevi che l’installazione sia situata correttamente all’interno del file con il modello dello studio Rizoma e correttamente scalata
    3. Fate un bake ed esportate il tutto in formato .3ds (fewer polygons)
    4. Da 3D Studio Max rimuovete tutte le geometrie non necessarie (lo studio Rizoma, linee ed attrattori…) lasciando solo l’installazione
    5. Unite il tutto in una singola Mesh e rinominatela in “nomegruppo_nomeprogetto” (si consiglia di usare ‘join mesh’ da grasshopper oppure ‘attach list’ da 3ds)
    6. Salvate il file in formato .max e rinominatelo in “nomegruppo_nomeprogetto”
    7. Opzionalmente comprimete in un archivio per ridurne la dimensione (.rar, .zip, .7z…)
    8. Compilate il form seguente, assicurandovi di inserire tutti i campi “richiesti”
    9. Ricontrollate di aver seguito tutti i passaggi
    10. Cliccate “Upload and Submit” ed aspettate finchè l’upload non giunge al termine (solo allora il form verrà inviato)
    11. Per qualsiasi problema o dubbio durante il processo contattateci a: info[at]fivecore.it

      grafiCAD, diagrammi ed inviluppi per la trave continua

      graficad

      UPDATE: SITO UFFICIALE

      Di recente per il corso di Tecnica delle Costruzioni mi è toccato rappresentare più volte i grafici di Momento Flettente e teglio per la trave continua; farne più combinazioni di carico ed infine l’inviluppo…
      Fortunatamente esiste il software MomCad che permette di creare il grafico in automatico dati i carichi e le luci. Sfortunatamente questo programma risale a molti anni fa (è scritto in Basic, il linguaggio per DOS) e quindi sia l’interfaccia che il funzionamento generale lasciano un po’ a deisderare…

      E’ stato proprio quando dovevo fare gli inviluppi di una trave a 5 campate con 4 condizioni di carico che ho deciso di scrivere io stesso il nuovo MomCad! Ecco quindi che nasce grafiCAD, scritto in Actioscript 3 e MXML da Adobe Flash Builder 4. Per utilizzarlo è quindi necessario avere installata la piattaforma Adobe Air che si scarica gratuitamente.

      Principali caratteristiche del software:

      • rendere l’interfaccia più funzionale possibile (niente più PagSu e PagGiù)
      • creare più comodamente le combinazioni di carico (in pratica infinite)
      • fare in automatico l’inviluppo dei grafici
      • esportare grafici in formato DXF (apribile con autoCAD)
      • salvare i file di configurazione (sollecitazioni ecc..)
      • cross platform, funziona su Windows, Mac e Linux (grazie ad Adobe Air)

      Il software è gratuito per tutti gli studenti correntementi iscritti ad un istituto di istruzione, soltanto per scopi personali/non commerciali. Se non si possiedono questi requisiti è necessario acquistare la licenza (per averla, contattami).

      Potete scaricare grafiCAD direttamente da qui: SITO UFFICIALE.

      62 ottimi siti di modelli 3D gratuiti

      Per quanto uno possa essere bravo a modellare, i seguenti link potranno aiutarvi a risparmiare un bel po’ di tempo. Ecco a voi una raccolta di ben 61 ottimi siti web che raccolgono modelli 3D gratuiti:

      1. 3D Total

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwo, mb

        3D_Total

      2. TurboSquid

        Formato modelli: Max, 3ds, oth, obj, lwo, mbturbosquid

      3. Great Buildings

        Formato modelli: 3dmfgreatbuilding

      4. Archive3D.net

        Formato modelli: gms, 3dsarchive3D

      5. Google 3D Warehouse

        Formato modelli: skpGoogle_3D_warehouse

      6. 3DModelFree

        Formato modelli: 3ds3DModelFree

      7. 3DXtras

        Formato modelli: Max, 3ds, c4d, dwg, obj, mb3DXtras

      8. DLegend

        Formato modelli: 3ds ,max ,prj, obj, mbdlegend

      9. Artist-3D

        Formato modelli: 3ds, obj, pz3, pp2, max, mbartist-3d

      10. NASA 3D Model

        Formato modelli: 3dsNasa

      11. 3dm3

        Formato modelli: max, 3ds, obj, mb3dm3

      12. Amazing3D

        Formato modelli: Max, 3dsamazing3D

      13. 3D Download Blog

        Formato modelli: Max, 3ds, mb3D_download_blog

      14. Dewantoro Network

        Formato modelli: Max, 3dsDewantoro_Network

      15. CGI

        Formato modelli: 3dscgi

      16. DD-Freebies

        Formato modelli: Obj

        dd-freebies

      17. Exchange 3D

        Formato modelli: blend, max, 3ds,

        exchange3D

      18. Corporate Media News

        Formato modelli: Max, 3ds, wrl, lwoCorporate_Media_News

      19. WireCase

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwo, blend, obj, fbxwirecase

      20. Adobe-Tools

        Formato modelli: Max, 3dsadobe-tools

      21. Mr Furniture

        Formato modelli: Max, 3ds, dxfmr_furniture

      22. 3D Plants

        Formato modelli: obj, 3ds, dxf, lwo3dplants

      23. ShareCG

        Formato modelli: Max, 3ds, car, wire, jas, c4d, daz, dwg

        sharecg

      24. 3Delicious

        Formato modelli: Max, 3ds, gsm, lwo3delicious

      25. Archibase

        Formato modelli: 3ds, dxf, max, dwgarchibase

      26. Top 3D Models

        Formato modelli: Max, 3ds, obj

        top_3D_models

      27. CG-Files

        Formato modelli: Max, 3ds, pz2, pp2, obj

        cg-files

      28. Top3D

        Formato modelli: Max, c4d, 3dstop3D

      29. Oyonale

        Formato modelli: POV-Ray, C4D, Objoyonale

      30. DMI Car 3D Models

        Formato modelli: lwo, max, 3ds, dxf, obj, gsmdmi-cars

      31. Creative-3D

        Formato modelli: 3dscreative-3d

      32. Infinitee-Designs

        Formato modelli: 3D Studio Max, XSI, Zbrush, Blender, Softimage, Cinema 4D, Terragen, Bryce & Poserinfinitee-designs

      33. Telias

        Formato modelli: 3ds, poser, md2, lwotelias

      34. Render Light

        Formato modelli: Maxrenderlight

      35. Sci-Fi 3D

        Formato modelli: Max, 3ds, fbx, lwosci-fi3D

      36. Altair Models

        Formato modelli: Max, Dxf, 3ds, Objaltair_models

      37. Kit 3D

        Formato modelli: Max, dxfkit_3D

      38. 3DAllusions

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwo3DAllusions

      39. 3d Content Central

        Formato modelli: cad, 3ds3dcontentcentral

      40. Klicker

        Formato modelli: 3dsklicker

      41. 3d Model Sharing

        Formato modelli: cad3dmodelsharing

      42. 3d Auto Club

        Formato modelli: MAX, 3DS, C4D

        3d-auto-club

      43. Toucan

        Formato modelli: 3dstoucan

      44. Rocky3d

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lworocky3D

      45. Trekmeshes

        Formato modelli: Max, 3ds, cob, lwoTrekmeshes

      46. Large Geometric Models Archive

        Formato modelli: PLY, VRML, dxf, lwolarge

      47. Digital Animators

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwodigital_animator

      48. The 3d Archive

        Formato modelli: q3othe3darchive

      49. Model3D

        Formato modelli: Max, 3ds, arcon, o2cmodel3D

      50. Cadalyst

        Formato modelli: Max, 3ds, cad, lwo

        cadalyst

      51. Apollo Maximus

        Formato modelli: objApolloMaximus

      52. Silver-Wings

        Formato modelli: Max, 3ds, c4d, lwosilver_wings

      53. PlanIT 3D

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwoplanIT3D

      54. The Singularity

        Formato modelli: 3ds, lwo

        the_singularity

      55. Total-3d

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwototal-3d

      56. 2001 3D Archive

        Formato modelli: Max, 3ds, cob, lwo, lws

        2001_3D_Archive

      57. 3D Valley

        Formato modelli: Max, 3ds, mb, cob, obj

        3D_Valley

      58. 3D Gurukul

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwo3dgurukul

      59. 3D Faws

        Formato modelli: obj, lha

        faws

      60. 3DXO

        Formato modelli: Max, 3ds, dxf, lwo

        3dxo

      61. 3DVIA

        Formato modelli: 3DXML, kmz3dxo

      62. syncronia

      Creare texture perfette, senza bordi e ripetizioni

      In questo tutorial spiegherò un paio di tecniche per creare texture ripetibili e senza bordi, ovvero per evitare che nei render (specialmente in quelli di zone molto ampie come prati ecc..) si verifichi ciò che accade nell’immagine qui sotto:

      before-3d

      Si può chiaramente distinguere il quadrato della nostra texture che si riproduce. Questo accade perchè i bordi dell’immagine destra-sinistra e alto-basso non combaciano e l’illuminazione dell’immagine non è omogenea.

      Fortunatamente ci viene incontro Photoshop, che in pochi passaggi può farla diventare praticamente perfetta, ecco come fare:

      1. Dopo aver aperto il file, selezioniamo FILTER > OTHER > OFFSET…  (FILTRI > ALTRI > OFFSET…)img_000
      2. Cambiando questi due valori (offset orizzontale e vericale) di circa metà larghezza e altezza dell’immagine, verrà spostata di conseguezaimg_001
      3. A questo punto possiamo utilizzare due ottimi strumenti per cancellare la cosiddetta “cucitura”: il famoso CLONE STAMP (timbro clone) e il poco usato HEALING BRUSH img_002
      4. Se la texture non è troppo complessa, consiglio di usare l’healing brush, che è molto più rapido (basta passare sopra ai due bordi).. In entrambi i casi ricordatevi di impostare una bassa durezza per il pennello in modo che venga tutto più sfumato. img_004
      5. Fatto questo sono scomparsi i bordi, e possiamo ricambiare i valori di offset; ma se guardiamo bene la nostra texture la luminosità non è uniforme e questo può sempre essere causa di ripetizioni.img_005
      6. Duplichiamo il layer della texture img_006
      7. Dal menu FILTER > OTHER >HIGH PASS… (FILTRI > ALTRI > HIGH PASS…) selezioniamo un valore del raggio che non faccia perdere troppo il dettagliodell’immagineimg_008
      8. Infine, cambiamo la modalità di sovrapposizione di questo layer in LUMINOSITY facendo così acquistare una notevole uniformità alla textureimg_009
      9. Ed ecco fatto! A voi il risultato finale (aggiustando magari qualche altro parametro di illuminazione e contrasto):

      after-3d

      Tutto ciò che avresti sempre voluto sapere sui materiali di Maxwell Render, ma non hai mai osato chiedere

      kurtS-maxwtest143

      I materiali per Maxwell Render sono essenzialmente molto semplici da gestire e creare, a differenza per esempio degli shader molto complessi  usati da Mental Ray. Nonostante questo spesso non si sa cosa significhino i vari paramerti e come modificarli. Ecco quindi un video molto completo che oltre a mostrare cosa succede al variare dei loro valori, ci introduce alla nuova funzione dei “Stacked Layer” (proprio degli strati impilati l’uno sull’altro) presente nei materiali della versione 2 di Maxwell:

      http://think.maxwellrender.com/materials_and_stacked_layer_system_300.html

      Al più presto provvederò ad una traduzione del sopra linkato tutorial, o quanto meno ad un riassunto.

      Ne approfitto anche per ricordare il sito dal quale è possibile scaricare gratuitamente una vastissima scelta di materiali per Maxwell, purtroppo sono ancora quasi tutti materiali alla versione 1; ma nella stragrande maggioranza compatibili con la 2, nonostante non ne sfruttino tutte le potenzialità.

      http://resources.maxwellrender.com/news_scripts.php

      A buon render!

      L'arte del Feng Shui

      istock_000003776132xsmall Il feng shui è un’antica arte geomantica taoista della Cina ausiliaria                 dell’architettura, affine alla geomanzia occidentale.

      Non esiste una dottrina unificata o testi canonici sul feng shui, ma esistono numerose scuole che hanno sviluppato una serie complessa di regole.

      Feng shui significa letteralmente vento e acqua, in onore ai due elementi che plasmano la terra e che col loro scorrere determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo. Secondo la filosofia del taoismo esistono due principi generali che guidano lo sviluppo degli eventi naturali, essi sono il Ch’i e l’equilibrio dinamico di Yin e Yang. Lo yin è il principio umido oscuro e femminile, mentre lo yang è il principio caldo luminoso e maschile. Nel feng shui lo yin è rappresentato dall’acqua e lo yang è il vento inteso forse più come respiro, in fondo acqua e aria sono indispensabili per la vita. Nel Feng Shui l’I Ching viene praticato nel Bagua quando si arreda l’interno di edifici.

      Ci sono direzioni più propizie per le varie attività nella casa e nella vita, anche la forma e il colore di mobili e oggetti hanno assonanze con i 5 elementi. Ad esempio, secondo i principi del feng shui, una casa per essere ben costruita dovrebbe essere quadrata o rettangolare senza angoli o parti mancanti e con forma regolare, dovrebbe avere un dragotigre bianca ad ovest che possono essere anche da questa parte delle piante ma più basse, una tartaruga a Nord una collina o un grosso masso, e la fenice rossa a Sud che può essere un sasso con un filo rosso avvolto intorno. La parte nord della casa è considerato il lato corrispondente all’acqua e alla carriera. Ogni direzione ha una relazione con un aspetto della vita, famiglia, figli, amici, carriera e fama, aiuto da parte dei genitori, ricchezza ecc. verde ad Est, delle piante alte che proteggano questo lato.

      Ai principi generali dell’acqua e del fuoco si sovrappongono molte regole dettate dalla tradizione e dalla superstizione, presenti anche nella tradizione popolare occidentale. Ad esempio un letto non deve rivolgere i piedi verso la porta perché porta sfortuna, perché è di solito la direzione in cui si mettono i morti quando vengono portati fuori da una stanza con i piedi avanti, ma la porta deve essere visibile stando sdraiati per poter dormire tranquilli. Al contrario la poltrona di una scrivania deve essere rivolta di fronte la porta, per poter vedere chi entra e lavorare così tranquilli. Le scale interne non dovrebbero rivolgersi verso la porta d’ingresso, altrimenti l’energia della casa sfugge all’esterno quando si apre la porta. Gli angoli di un edificio vengono considerati pericolosi se puntano verso le case vicine, in Cina addirittura le punte dei tetti sono rivolte verso l’alto.

      In Cina ci si rivolgeva ad un esperto di feng shui per la scelta del terreno su cui edificare, per come orientare la casa e la porta principale in base alla data di nascita del capofamiglia, e per scegliere anche la data di inizio della costruzione e la data di trasferimento della famiglia nella nuova casa. Un esperto feng shui è inoltre in grado di valutare una casa dal punto di vista energetico e di decidere quali sono i “rimedi” da adottare per armonizzare l’energia all’interno della casa e portare alla famiglia che la abita prosperità e serenità. Le strade di una città dovrebbero essere curve, perché le strade dritte portano energia venefica, questo stile è presente in molte antiche città in tutto il mondo, costruite con strade curve per rendere difficili le invasioni.

      l'esperienza Danese

      Una esperienza di studio all’estero può essere molto utile per la propria formazione ed anche per il futuro inserimento nel mondo del lavoro, ecco perchè racconterò (non tanto brevemente) il mio erasmus in Danimarca.

      Innanzi tutto precisiamo che ho effettuato questo scambio durante il secondo ciclo del 3° anno della laurea quinquennale in Ingegneria Edile/Architettura presso l’Università di Bologna. L’università ospitante è la Aalborg Universitet (AAU) della città di Aalborg nel nord della Danimarca. Aalborg è una città di circa 120.000 abitanti, piuttosto piccola rispetto a Bologna ma pur sempre la 4° più grande del paese scandinavo.

      Aalborg

      Presso questa università ho frequentato il corso di Architecture and Design all’ottavo semestre; esso infatti è organizzato in semestri e diviso in una laurea triennale (bachelor) e una specialistica biennale (master), quindi l’8° semestre corrisponde al primo semestre  della specialistica. Da tenere in conto è, inoltre, che la triennale è in lingua danese, la specialistica in inglese.

      Ogni semestre è composto di un Minor Project solitamente individuale e molto breve (3 settimane circa) e di un Main Project a gruppi (4-6 persone) piuttosto impegnativo. Non esistono gli esami come qui in Italia, ma dei progetti. Infatti peculiarità del metodo di insegnamento dell’Università di Aalborg è il Project Based Learning (PBL) che viene applicato proprio in tutti i corsi (anche ad economia per esempio); spiegato molto brevemente, consiste nell’affiancare ciò che si impara a lezione con qualcosa di pratico, il project, da sviluppare a gruppi e che ricalca problematiche della propria futura occupazione. Non una grande novità per chi viene da facoltà di Architettura o Ingegneria Edile, anche se ad Aalborg insistono molto sulla particolarità del loro metodo.

      Gli esami che mi sono (non acora) stati riconosciuti sono: Architettura Tecnica I e II e Coposizione Architettonica II (e rispettivi Laboratori); mentre i temi del Minor e Main Project erano rispettivamente Conceptual Architectural Design e Architectural Form, Space and Environment.

      Il Minor Project è stato un progetto puramente architettonico e, come ci è stato spiegato, serve a “distogliere” gli studenti del corso dai soliti problemi di funzionalità, razionalità, stabilità che caratterizzano le fasi del progetto degli ingegneri per concentrarsi solo sulla forma architettonica, il concept e la poetica di un edificio. Detto in parole povere, non importava che l’edificio stesse in piedi, ma che si esprimesse! Il sito scelto per il progetto infatti è l’affascinante e suggestiva costa Est della Danimarca presso la costa della località di Hanstholm; la piccola abitazione da progettare doveva essere il luogo per un breve soggiorno di lavoro o vancanza per un Fotografo o per un Ornitologo. Ammetto che inizialmente è stato molto difficile pensare astrattamente e liberarmi da tutto ciò che mi era stato insegnato finora, ma è stato anche molto utile per stimolare un senso più artistico e architettonico di pensare.Model Da produrre per l’esaminazione finale era un poster A0 che illustrasse il concept, qualche pianta, e il risultato finale ed un modellino in scala 1:50 (che è stato una bella impresa siccome all’Università di Bologna pare siano passati di moda). Il tutto andava presentato davanti ad una commissione la quale, composta da insegnati e anche personaggi esterni, poi poneva alcune domande sul progetto.

      Il tema del Main Project era la sostenibilità ambientale, incentrato particolarmente sulle Case Passive (Passive House). Il progetto era molto impegnativo, si partiva dalla scala Urbanistica (una grande area a sud di Aalborg) fino al dettagliamento degli appartamenti; ed era l’unico nostro impegno da marzo fino a giugno (a parte qualche lezione). Come potete immaginare il lavoro era parecchio, inoltre, siccome ad Aalborg insistono motlo sul metodo dell’Integrated Design era necessario integrare constantemente il progetto con delle verifiche od analisi di tipo tecnico (tramite appositi software) per soddisfare i requisiti necessari e realizzare infine un complesso urbano di edifici passivi. Eravamo assistiti da due supervisori, uno tecnico ed uno architettonico. L’obiettivo finale per l’esaminazione non era solo la produzione di tavole, come invece sono abituato, ma di un report, essenzialmente un libro contenente un accurata descrizione delle fasi del progetto e del risultato finale. Il lavoro di gruppo infatti era molto più incentrato a dettagliare e spiegare ogni singola fase della progettazione piuttosto che diretto verso il risultato finale. Questo talvolta  ha causato, a mio parere, una perdita di tempo eccessivo su certe fasi del progetto; ma allo stesso tempo alla definizione di concetti tipo il problem statement, la vision, il concept… molto importanti per conseguire i propri obiettivi. E’ possiblile scaricare il mio report integrale cliccando qui (aspettate perchè è motlo grande). Assieme ad esso era anche necessario un poster A0 di presentazione, le tavole tecniche, modello 1:100 di un edificio e modelli 1:50 degli appartamenti.

      Gome già accenntato, ad AalGroupRoomborg il lavoro di gruppo è un tema di fondamentale importanza ecco perchè ogni gruppo possedeva una propria stanza ove poter lavorare, lasciare il materiale ecc.. proprio come se fosse un ufficio (c’era chi aveva computer, casse di birra, tavoli da calcetto, frigo…). Con l’avanzare del tempo si passava sempre più tempo nelle Group Rooms fino a che, il giorno prima dell’esame, praticamente tutti i gruppi vi hanno passatto la notte per lavorare. L’accesso alle strutture della facoltà era libero 24/24, in fatti muniti di badge elettronico potevamo andarci e starci quanto volevamo (lo stesso valeva anche per quasi tutti i laboratori).

      Per quanto riguarda le lezioni, non sono affatto come i corsi che abbiamo qui; già il nome lectures che fa capire che non sono un qualcosa di continuo riguardo un argomento, bensì ogni volta poteva presentarsi un docente o personaggio esterno alla facoltà che spiegava un argomento nuovo. Tali argomenti sono decisi dal responsabile dell’esame (Main o Minor project) e trattano gli argomenti più disparati (pur sempre pertinenti col progetto), nel Minor per esampio abbiamo avuto lezioni su La Fotografia e il Tempo, Filosofia Zen… nel Main sulla Sostenibilità, Case Passive, Acustica, Illuminazione, Software che avremmo utilizzato… Questo porta a conoscere un sacco di cose, ma tutte in maniera, a mio parere, piuttosto superficiale. Penso che con un esame come Scienza delle Costruzione, ma anche solo una Analisi I gli studenti danesi non abbiano mai avuto a che fare; lo dimostra il fatto che le loro conoscenza a riguardo erano pressochè nulle (alcuni non sapevano calcolare una tangente).

      Per quanto riguarda i software utilizzati, erano i più disparati e completamente a discrezione degli studenti. Per la modellazione: 3D Studio MAX, Rhino, SketchUp, Archicad e Vectorworks sono i principali (ho avuto l’onore di introdurli a Revit ^^). Per la presentazione quasi esclusivamente Illustrator, Photoshop e InDesign; anche le tavole tecniche erano rifinite tutte con Illustrator creando effetti molto piacevoli. Le loro capacità a riguardo sono molto variabili: c’era l’esperto modellatore 3D che faceva cose paurose in pochi minuti e quello che non sapeva fare nulla in 3D, in generale comunque riuscivano spesso a ottenere ottimi risultati nelle tavole di presentazione (anche se con render molto sempliciotti) . Per quanto riguarda i software di analisi tecniche consigliati o utilizzati: PHPP, Bsim, DIAL Europe, Dialux, IES, ECOtect, Radiance. Di cui alcuni sono specifici per gli standard danesi (Bsim..) e altri per la certificazione della casa passiva (PHPP).

      In complesso l’esperienza è stata estremamente positiva, penso che vedere e soprattutto vivere in prima persona un’altra metodologia di lavoro e progetto sia estremamente importante. Mi ha permesso di imparare cose nuove, vedere alcuni limiti del nostro metodo d’insegnamento e di scoprirne nuovi. Con questo non voglio assulotamente dire che un metodo sia meglio dell’altro, anzi, personalmente penso che la cosa migliore sarebbe una via di mezzo. Qui in Italia ritengo che talvota si vogliano approfondire troppo certe materie tecniche dando poca importanza alle fasi del progetto. Ad Aalborg invece il procedere con progetti di gruppo a portato a conoscenze molto differenziate e un po’ superficiali. D’altro canto sono molto fiero di sapere come si deducono le equazioni di Navier, e sono convinto che riflettere un po’ di più prima di iniziare un progetto sia di estrema importanza.

      Computer Grafica, Ingegneria, Architettura e Design